

Finanza, Twitter, Nasdaq e StockTwits.
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Su Wired.it si parla del rapporto che vi è tra Twitter e il trend delle SPA. Molto interessante.
Per rimanere in tema vi consiglio di dare un’occhiata a StockTwits. «StockTwits è un servizio per gli investimenti aperto basato sull’idea di community. Gli utenti possono origliare le conversazioni dei venditori e degli investitori, oppure possono contribuire alla conversazione e costruirsi una reputazione come guru del mercato. Il servizio estrae le informazioni legate alla finanza, utilizzando Twitter come piattaforma per la produzione dei contenuti, e le struttura per pacchetti azionari, utenti, reputazione, eccetera»
Inoltre, Nasdaq ha inglobato StockTwits nella sua stessa applicazione per iOS. Riporto quanto letto su manageronline:
La nuova applicazione liberamente scaricabile [link iTunes] è stata battezzata “Nasdaq Portfolio Manager” e offre agli utenti un’ampia serie di funzionalità per visualizzare l’andamento delle quotazioni in tempo reale, consultare le serie storiche, confrontare le performance dei titoli e navigare in maniera intuitiva attraverso i grafici forniti dal sistema. La funzione maggiormente innovativa, e insolita per un’applicazione per i dati sulla Borsa, è tuttavia costituita da StockTwits per la visualizzazione dei messaggi sugli investimenti finanziari inviati dagli utenti su Twitter.
L’opzione offerta dall’applicazione gestita da Nasdaq deriva direttamente dall’ambizioso progetto online StockTwits per la realizzazione di una vera e propria piattaforma in tempo reale per la ricezione di informazioni e consigli sugli investimenti da compiere in Borsa.
read comments (0)iphone « WordPress.com Tag Feed 2012-01-27 01:27:43
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iTV Apple

Gene Munster, noto analista di Piper Jaffray, ha recentemente esposto le proprie previsioni sulle possibili caratteristiche della iTV, il futuro televisore Apple che Cupertino dovrebbe presentare nella seconda metà del 2012.
Secondo Munster si tratterà di un dispositivo all-in-one che integrerà in un unico dispositivo l’hardware di una versione evoluta dell’attuale Apple TV e l’hardware di un tradizionale televisore a schermo piatto. Dato però che Apple non sarà in grado di tagliare completamente il cordone ombelicale delle TV via cavo, via satellite o via etere, la iTV, sempre secondo Munster, offrirà la possibilità di connettere decoder esterni e pilotarli tramite un’interfaccia innovativa.
Per quanto riguarda versioni e prezzi Munster sostiene che la iTV sarà disponibile con schermi di varie dimensioni, a seconda delle esigenze dei clienti, mentre il prezzo sarà ovviamente a livello premium, circa il doppio di un televisore LCD di pari dimensioni e caratteristiche.
Infine la iTV dovrebbe mantenere secondo Munster un telecomando simile a quello dell’attuale Apple TV, ma con la possibilità di impartire comandi tramite Siri o collegare dispositivi iOS per utilizzarli come controller per interagire con le applicazioni ed i giochi o per scambiare contenuti multimediali sfruttando l’ecosistema Apple.
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SkyDrive
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Uno dei servizi di cloud più capienti è quello offerto da Microsoft: SkyDrive.
Il servizio è Free, e lo spazio messo a disposizione è di 25gb.
Per usufruirne basta collegarsi al sito con il proprio account hotmail o msn (chi non ne ha almeno uno?).
Oltre ad archiviare online i vostri documenti ovviamente potrete anche caricare documenti da dover poi condividere con i vostri amici.
Questo tipo di servizio di cloud funziona unicamente online, non ha bisogno di un client installato sul proprio pc.
Mobile: app disponibile per Iphone e WindowsMobile, per Android ci sono diverse app non ufficiali disponibili.
Client di terze parti: cloudstorageexplorer ha creato un’applicazione che fa comparire il vostro skydrive tra i dischi fissi, in modo da poterlo usare realmente come disco virtuale, ci sono due versioni di questo client, la versione free permette l’upload di file non più grandi di 100mb, per cui per un uso “da ufficio” basta e avanza, potete scaricare il software QUI.
Scheda riassuntiva
Spazio Disco: 25gb
Servizio: Free
Piattaforme: web e windows (con client di terze parti)
Mobile: Iphone – WindowsMobile – Android (con apps di terze parti)
Jailbreak no, ma anche si…!!!
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Con l’arrivo del nuovo iOS 5 sui dispositivi Apple (giunto alla versione 5.0.1) la comunità hacker si è da subito messa al lavoro per sbloccare i terminali con questo sistema operativo (da pochi giorni lo sblocco è giunto anche su iPhone 4S e iPad 2). Personalmente sono sempre stato un fervente sostenitore del jailbreak perchè permette di estendere le capacità dell’iPhone o iPad a livelli superiore permettendo di creare, personalizzare e elevare la propria esperienza quotidiana nell’uso di tali terminali. Una grave pecca (voluta) dell’Apple è stata quella, sin dalla presentazione del primo iPhone 2G di non implementare alcune funzioni che in altri apparati apparivano “elementari” come ad esempio l’utilizzo del bluetooth per lo scambio di dati (foto, note, video, musica, suonerie). Nel corso degli anni con la nascita di veri e propri team di sviluppo, i programmatori “hacker” riuscivano a creare applicativi di terze parti (non riconosciute da Apple) che riuscivano a sopperire a tali mancanze, fornendo la possibilità agli utenti di poter installare applicativi che riuscivano a dare ció che Apple non forniva. Apple Store Vs Cydia (alias Saurik suo creatore): così iniziava la contrapposizione tra l’ufficialità e l’ufficiosità, tra il legale la presunta (e inconsistente) illegalità. Un vivo consiglio che mi sento di dare, ovviamente tratto dalla mia asperienza del tutto personale è questo: Jailbreak si ma con moderazione; la domanda nasce spontanea, perchè?! Per vari motivi, ma il principale è la stabilità del terminale. Per chi si avvicina, per la prima volta, al mondo dello “sblocco” si aprono campi sterminati di applicativi che rendono l’esperienza vissuta sino a quel momento quasi primitiva. Man mano che si avanza tra le possibilità che vengono offerte da Cydia (l’applicativo che viene installato una volta eseguito il jailbreak) con le sue centinaia e centinaia di applicazioni fá sviluppare una sorta di malattia nel nostro cervello chiamata “Voglio tutto”, ed é proprio in quel preciso istante che si cade nel baratro della rovina “virtuale” più totale, iniziamo cosí a installare sul nostro iPhone o iPad decine di app che in seguito si rileveranno del tutto inutili ma, invece, utilissime a mangiare letteralmente le risorse hardware del nostro terminale che, poco alla volta, diverrà sempre più instabile (con continui e snervanti crash) e irrequieto (app che sino a quel momento funzionavano si bloccano improvvisamente o non si aprono). Perchè tutto questo?! Semplicemente perchè la memoria ram si satura, ogni singola app ha un consumo in termini di memoria più o meno elevato, alcune funzionano in backround cioè anche se chiuse apparentemente, risultano effettivamente aperte continuando a gestire alcune funzioni del sistema operativo, tale fatto vá ad influenzare, riducendola la ram che se poca è causa di crash improvvisi. Cosa fare, allora, rinunciare al jailbreak?! No affatto anzi, farlo, ma con la moderazione alla quale alludevo in precedenza. Mettiamo pure le applicazioni di Cydia ma solo quelle che migliorano il nostro approccio ed esperienza tattile con l’iPhone. Un esempio…!? Si a SB Setting il Re delle app Cydia: con uno slide (gesto) attivato tramite Activator (altra app anzi tweak così vengono chiamate nel mondo Jailbreak le app) possiamo richiamare un menù a tendina sul quale possiamo gestire tutti gli aspetti del telefono: attivazione wi-fi, bluetooth, airplane, 3G, Dati, riavvio e spegnimento del telefono, controllo ram e gestione della stessa e ancora tanto altro. WINTERBOARD che ci permette di cambiare i temi del telefono come si fà, per esempio, sui telefoni Nokia: cambiare le icone, gli sfondi, i suoni del sistema ora è possibile. AUTO 3G app che permette di di gestire delle impostazioni automaticamente in modo da far rispamiare la batteria, che normalmente viene spremuta in poco tempo (altra pecca di iOS5). 3G UNRESTRICTOR 5 che permette di far funzionare con la rete 3G quelle applicazioni che necessariamente funzionano solo con il wi-fi attivo. INTELLISCREENX che permette di avere il centro di notifiche presente in iOS 5 finalmente completo con pagine mail, Facebook, Twitter, RSS, informazioni sul sistema e varie. FACEBREAK che permette di poter utilizzare Facetime (la videochiamata) anche sotto copertura 3G e non solo e obbligatoriamente con rete wi-fi come intende Apple. EZDECLINE che permette di avere anche il tasto di rifiuto quando giunge una chiamata (invece di avere solo lo slide di risposta). ACTIVATOR (già citato) che permette di assegnare dei gesti a qualsiasi applicazione o funzione: uno slide a destra sulla barra in alto dove c’è l’orario per attivare il wi-fi oppure assegnare l’apertura del menù di SBSETTING, doppio click ovunque per attivare il bluetooth e questi sono solo due delle decine di gesti creabili. Questi sono i principali applicativi che consiglio di istallare e che risultano essenziali una volta eseguito il Jailbreak; tali tweak non precludono la durata della batteria e della memoria. Poi ci sono anche piccoli applicativi che migliorano la gestione degli SMS come Bite Sms oppure Fullscreen che permette su iPhone e iPad di avere le pagine di Safari in modalità full, cioè a tutto schermo. Si possono installare anche altre applicazioni che non siano essenziali ma al primo segno di rallentamento, via, senza ripensamenti. Ovviamente ognuno di noi vive l’esperienza con il proprio iPhone o iPad in maniera diversa, c’è chi lo usa solamente per telefonare e quindi deve disinteressarsi di sbocchi vari ma chi, come chi scrive, vive l’esperienza telefonica a 360 gradi quindi adopera il telefono (anche se chiamarli così è riduttivo) oltre che per la classica chiamata anche per controllare mail, social network, lavoro, fotografare e riprendere istanti della propria vita, navigazione web e tanto altro è superfluo non consigliare il Jailbreak se gestito, ovviamente, con la dovuta moderazione. Per dovere di “cronaca” non tutte le app di Cydia sono gratuite, alcune sono anche a pagamento (tramite PayPal) se pur con prezzi, in alcuni casi, irrisori e sull’ordine dei 2-3 $, per cui jailbrekkate i vostri iPhone e iPad se volete portare ai massimi livelli i vostri amati apparati: preferite avere una Ferrari con il motore di una Panda oppure avere una Ferrari con motore Ferrari…??! A voi l’ardua decisione.
iOS: quando il sito web “mobile” supera l’app
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Non sempre le app scaricabili dall’App Store di Apple sono la migliore soluzione per usufruire di un servizio online. In molti casi esiste anche un sito “mobile” che funziona meglio dell’app specificamente sviluppata per certi particolari dispositivi.
L’app di YouTube integrata da Apple nell’iPhone è di fatto inutilizzabile. L’interfaccia è astrusa, macchinosa e dissimile da quella che si trova sul sito. Mi disorienta. Il buffering è lento (anche su Wi-Fi), va a scatti e il video non viene conservato in memoria. Se ad esempio decidessi di guardarmi un video musicale, me lo dovrei sorbire prima a scatti; una volta arrivato in fondo, torno indietro con cursore, e lui ricomincia a caricare… lentissimo come prima. Insomma, è un’app molto poco Apple.
Per fortuna m.youtube.com è molto migliore. Si accede facilmente alle proprie iscrizioni e playlist, ma soprattutto si vedono i video: il buffering è veloce, non viene ricaricato tutto il video se mando indietro il cursore di riproduzione. Inoltre mi sembra che il video venga precaricato all’apertura della rispettiva pagina. L’interfaccia è assolutamente simile a quella di youtube.com: ci sono le opzioni per la condivisione, i commenti, i video correlati e così via.
Il discorso è diverso per l’app di Repubblica.it. L’interfaccia dell’app, che offre più servizi, è migliore di quella di m.repubblica.it. Il punto è che per leggere gli articoli attraverso l’app (gratuita) devi pagare, sul sito no. Infatti l’app, senza abbonamento, mostra solo i titoli e il primo paragrafo di ogni articolo; su m.repubblica.it la maggior parte degli articoli si può leggere integralmente (esclusi quelli delle grandi firme). Visto che l’abbonamento è piuttosto costoso, ripiego sul sito. È sempre possibile usufruire di tutti i servizi (tranne dei video in Flash) andando sulla versione “desktop” di repubblica.it, però l’interfaccia non è ottimizzata per schermi piccoli.
Per inciso, avendo un iPhone ci tengo ad essere informato, ovunque mi trovi, su ciò che succede in giro. Sul cellulare uso una combinazione di fonti diverse: Repubblica.it, ANSA (che ha un buon sito mobile), Bloomberg per le notizie dai mercati finanziari, Radio RAI per le dirette dal Parlamento, Google Reader (web app) per i feed RSS, Twitter per l’ultim’ora, i commenti e le dirette. Tutto rigorosamente gratis.
Riprendendo il discorso di prima, le web app hanno dei vantaggi: non devono essere installate né aggiornate, “pesano” meno sul sistema, girano semplicemente su Safari; ma hanno anche degli svantaggi, poiché sono meno integrate con il dispositivo, non potendo mandare notifiche o suoni. E offline, ovviamente, non funzionano. È dunque opportuno sperimentare, valutare le proprie esigenze e decidere caso per caso.
Si può inserire un’icona con il collegamento ad un dato sito direttamente sulla home del dispositivo iOS: è sufficiente navigare con Safari sul sito voluto, premere il pulsante delle opzioni (in basso in mezzo), fare “Aggiungi a Home”, scegliere un titolo abbastanza breve, confermare ed è fatta. In questo modo è possibile accedere ai siti web come a qualsiasi altra app.
Per Facebook e Twitter, preferisco le app integrate, anche se quella di Facebook lascia parecchio a desiderare (ho dovuto recentemente reinstallarla). Google fa in genere delle ottime web app (come Gmail e Reader).






