Non siamo ancora abbastanza ricchi (e probabilmente non lo saremo mai) per avere una nostra app ufficiale per iPhone/iPad/iCaz/ecc, ma c’è comunque un modo per portare tutte le news e gli articoli di FTL sempre con voi senza dover ogni volta aprire Safari e digitare l’indirizzo del blog.

Non vi spaventate, non è niente di estremo o di complicato. Dovete semplicemente seguire questi pochi semplici passi (accompagnati da immagini).

1 - Andate sul browser mobile che usate sul vostro dispositivo, di solito si tratta di Safari, a meno che siate degli smanettoni e preferiate Opera. Nella barra dell’indirizzo (non in quella della ricerca su Google) scrivete l’indirizzo del blog che è fullthrottlelife.wordpress.com trovandovi sull’home page del blog in versione mobile.

2 - A questo punto cliccate sull’icona rappresentante il rettangolo con la freccia, per intenderci è l’icona centrale nella parte bassa dello schermo. Una volta cliccato si aprirà una finestra con una serie di voci.

3 - In questa serie di voci dovete selezionare “Aggiungi a Home” e vi si aprirà una schermata come quella seguente.

4 - In questa schermata potete scegliere il nome che verrà dato all’icona che sarà posizionata sul desktop del vostro dispositivo. Io vi consiglio “FTL”, così la scritta non occuperà molto spazio.

5 - Una volta scelto il nome che volete dare all’icona, premete il pulsante “aggiungi” in alto a destra et voilà! L’icona fighissima di Full Throttle Life comparirà sul vostro desktop (poi potete spostarla e metterla nelle cartelle). D’ora in poi per consultare il nostro blog vi basterà cliccare sulla nostra “app” e automaticamente vi si aprirà l’home page mobile su Safari. Enjoy!



SkyDrive

Author: admin
01 26th, 2012

Uno dei servizi di cloud più capienti è quello offerto da Microsoft: SkyDrive.

Il servizio è Free, e lo spazio messo a disposizione è di 25gb.

Per usufruirne basta collegarsi al sito con il proprio account hotmail o msn (chi non ne ha almeno uno?).
Oltre ad archiviare online i vostri documenti ovviamente potrete anche caricare documenti da dover poi condividere con i vostri amici.

Questo tipo di servizio di cloud funziona unicamente online, non ha bisogno di un client installato sul proprio pc.

Mobile: app disponibile per Iphone e WindowsMobile, per Android ci sono diverse app non ufficiali disponibili.

Client di terze parti: cloudstorageexplorer ha creato un’applicazione che fa comparire il vostro skydrive tra i dischi fissi, in modo da poterlo usare realmente come disco virtuale, ci sono due versioni di questo client, la versione free permette l’upload di file non più grandi di 100mb, per cui per un uso “da ufficio” basta e avanza, potete scaricare il software QUI.

Scheda riassuntiva
Spazio Disco: 25gb
Servizio: Free
Piattaforme: web e windows (con client di terze parti)
Mobile: Iphone – WindowsMobile – Android (con apps di terze parti)



01 26th, 2012

Quanto tempo avete perso nello scrutare la ciabatta ai piedi del vostro pc per capire quale dei mille cavi arruffati fosse da scollegare?
Esiste finalmente una soluzione. E’ ancora un concept, a dire il vero, ma è pur sempre una soluzione valida che potete simulare, fino a quando non entrerà in commercio, se entrerà in produzione.

Tra i progetti vincitori del red dot design concept  ci sono i Braille Electric Plug Tags progettati da Shuwen Chen.
Questi tag in velcro, facilmente applicabili ai cavi che avete attaccati alla multipresa da un lato aiutano le persone nell’individuazione univoca del cavo di loro interesse, dall’altro, in particolare per gli utenti non vedenti, divengono strumento per l’individuazione della posizione delle unità, come possono essere il computer, la tv, il caricatore di batterie, semplicemente partendo dal tag e ripercorrendo a ritroso il cavo, sino al raggiungimento dell’oggetto.



Sempre in tema di spazialità (in questo caso dello spazio cittadino), altro concept interessante è quello del gruppo formato da Andrew Spitz, Markus Schmeiduch e Ruben Van der Vleuten, che risponde al nome di Blind Maps, che si configura come un’interfaccia per i movimenti cittadini.

Questo progetto fa parte del 36 hour project del Copenhagen Institute of interaction Design.
Il sistema si basa prevalentemente su tre funzioni: il riconoscimento dei suoni della città, sulla tecnologia gps e sull’integrazione di questi sistemi con Google Maps.

Sostanzialmente il progetto ha la finalità di rendere comprensibile anche ai non vedenti il percorso da portare a termine per raggiungere l’indirizzo desiderato, e, utilizzando la sensorialità del tatto, risulta essere più preciso del semplice comando vocale.

Blind Maps: Concept for a Braille Interface – Navigation System for the iPhone from Andrew Spitz on Vimeo.

via Yanko Design
via Behance



Non sempre le app scaricabili dall’App Store di Apple sono la migliore soluzione per usufruire di un servizio online. In molti casi esiste anche un sito “mobile” che funziona meglio dell’app specificamente sviluppata per certi particolari dispositivi.

m.youtube.com

La web app di YouTube (m.youtube.com)

L’app di YouTube integrata da Apple nell’iPhone è di fatto inutilizzabile. L’interfaccia è astrusa, macchinosa e dissimile da quella che si trova sul sito. Mi disorienta. Il buffering è lento (anche su Wi-Fi), va a scatti e il video non viene conservato in memoria. Se ad esempio decidessi di guardarmi un video musicale, me lo dovrei sorbire prima a scatti; una volta arrivato in fondo, torno indietro con cursore, e lui ricomincia a caricare… lentissimo come prima. Insomma, è un’app molto poco Apple.

Per fortuna m.youtube.com è molto migliore. Si accede facilmente alle proprie iscrizioni e playlist, ma soprattutto si vedono i video: il buffering è veloce, non viene ricaricato tutto il video se mando indietro il cursore di riproduzione. Inoltre mi sembra che il video venga precaricato all’apertura della rispettiva pagina. L’interfaccia è assolutamente simile a quella di youtube.com: ci sono le opzioni per la condivisione, i commenti, i video correlati e così via.

Il discorso è diverso per l’app di Repubblica.it. L’interfaccia dell’app, che offre più servizi, è migliore di quella di m.repubblica.it. Il punto è che per leggere gli articoli attraverso l’app (gratuita) devi pagare, sul sito no. Infatti l’app, senza abbonamento, mostra solo i titoli e il primo paragrafo di ogni articolo; su m.repubblica.it la maggior parte degli articoli si può leggere integralmente (esclusi quelli delle grandi firme). Visto che l’abbonamento è piuttosto costoso, ripiego sul sito. È sempre possibile usufruire di tutti i servizi (tranne dei video in Flash) andando sulla versione “desktop” di repubblica.it, però l’interfaccia non è ottimizzata per schermi piccoli.

Per inciso, avendo un iPhone ci tengo ad essere informato, ovunque mi trovi, su ciò che succede in giro. Sul cellulare uso una combinazione di fonti diverse: Repubblica.it, ANSA (che ha un buon sito mobile), Bloomberg per le notizie dai mercati finanziari, Radio RAI per le dirette dal Parlamento, Google Reader (web app) per i feed RSS, Twitter per l’ultim’ora, i commenti e le dirette. Tutto rigorosamente gratis.

Riprendendo il discorso di prima, le web app hanno dei vantaggi: non devono essere installate né aggiornate, “pesano” meno sul sistema, girano semplicemente su Safari; ma hanno anche degli svantaggi, poiché sono meno integrate con il dispositivo, non potendo mandare notifiche o suoni. E offline, ovviamente, non funzionano. È dunque opportuno sperimentare, valutare le proprie esigenze e decidere caso per caso.

Si può inserire un’icona con il collegamento ad un dato sito direttamente sulla home del dispositivo iOS: è sufficiente navigare con Safari sul sito voluto, premere il pulsante delle opzioni (in basso in mezzo), fare “Aggiungi a Home”, scegliere un titolo abbastanza breve, confermare ed è fatta. In questo modo è possibile accedere ai siti web come a qualsiasi altra app.

Per Facebook e Twitter, preferisco le app integrate, anche se quella di Facebook lascia parecchio a desiderare (ho dovuto recentemente reinstallarla). Google fa in genere delle ottime web app (come Gmail e Reader).



Letture digitali

Author: admin
01 25th, 2012

C: “Leggi molto?

F: “Tantissimo, ma non libri

Non avete idea di quante volte mi sono imbattuto in questa domanda, ma ormai ho la risposta sempre pronta, ed è una risposta che lascia a bocca aperta.

Cosa vuol dire che leggo tanto ma non leggo libri? Purtroppo la maggior parte delle persone conoscono non riescono a dissociare la parola lettura da quella libro. Ma soprattutto non riescono ad associare la parola libro alla parola iPad (o Kindle giusto per capirci).

In media leggerò circa 2 ore al giorno, tra feed RSS, Wikipedia ed eBook principalmente. E pensare che fino a 3/4 anni fa, non leggevo niente al di fuori dei manuali scolastici. Dunque cosa è cambiato? Niente è cambiato di questo mondo (quello della lettura ndr), ma è stato rivoluzionato. Anzi, siamo nel pieno della rivoluzione. Si, perché se non fosse stato per l’iPhone, prima, e per l’iPad, dopo, non avrei mai iniziato a mettermi a letto a leggere un libro su come imparare la shell bash o l’evoluzione felina di OS X, e forse addirittura non avrei mai neanche letto un libro che non avrei potuto non leggere: Steve Jobs by Walter Isaacson. Principalmente perché leggere a letto è maledettamente scomodo, soprattutto se lo si fa stando sdraiati su di un lato. Perché leggere in treno in piedi è comodo? Adesso invece, dovunque mi trovi, so che avrò sempre l’iPhone in tasca, con tutte le mie letture preferite, con tutti gli articoli arretrati, e con un’enciclopedia intera pronta da leggere. E se poi ci fosse anche l’iPad, e fidatevi che c’è, siamo nella migliore delle condizioni possibili.

Non capisco come certe persone continuino a restare testardamente attaccati ai libri di carta che, giusto per rimarcarlo l’ennesima volta, pesano, sono scomodi e si rovinano.

E poi mi viene in mente un’altra frecciatina da tirare ai tradizionalisti, ed in particolare a coloro che amano evidenziare certi passaggi sui libri, e/o annotarsi piccole note: avete visto iBooks 2.0 e i TextBooks?