

Archive for Junio 7th, 2010
Fumetti digitali: canale, canale, canale
Author: admin
L’annuncio dell’uscita di Invincible Iron Man contemporaneamente nelle fumetterie e, in versione digitale, su iPhone e iPad, solleva questioni raramente dibattute all’interno dell’industria del fumetto. Si tratta del tema del ciclo distributivo (questioni di supply chain, direbbero gli americani) del prodotto a fumetti.
L’industria del libro ha iniziato solo di recente a porsi nell’ottica di una compiuta riflessione su come i modelli distributivi siano rimessi in discussione nel nuovo ambiente digitale. Di quali sfide portino in termini di nuove relazioni tra produttori, rivenditori e consumatori. Di come questo possa contribuire a far crescere il valore economico del settore (differenti parametri industriali e marginalità). E di come tutto ciò apra a discussioni e soluzioni del tutto nuove su aspetti come le politiche di prezzo, le limitazioni geografiche, la gestione degli stock (libraries digitali, ormai), l’analisi dei dati commerciali, ecc. Il fumetto, lentamente, si inserisce in questo trend.
Delle tante questioni che solleva questo caso, mi pare che quella più interessante (soprattutto per “cambiare passo” rispetto all’ottica dominante nel settore, che fatica a uscire da una visione tutta spostata – ‘artigianalmente’ – sul prodotto) è, in buona sostanza, questa: la vera chiave di volta, per immaginare un futuro fertile del mercato fumettistico, sta nella compiuta riflessione strategica sui canali di distribuzione.
Il dibattito è in parte banale. Un conto è il canale librario; un altro quello del direct market specializzato (fumetterie); altro ancora la Grande Distribuzione; altro ancora, infine, il canale digitale. Per la verità, il digitale è un ambiente multicanale: il mobile e il web non offrono certo le stesse condizioni, né di prodotto né di valore. Eppure questa banalità è ancora lontana dall’essere compresa da molti editori, nostrani in primis, che sembrano vivere dell’ide(ologi)a del fumetto come prodotto “mono-canale”.
Basti pensare a cosa ha significato per il prodotto cinematografico la presa di coscienza nel corso dei decenni, da parte dei produttori, del crescente complessificarsi di una catena distributiva che era ormai dotata di una nutrita serie di variabili, considerate un tempo poco rilevanti: dalle differenze tra piattaforme (sala, homevideo, tv free e generalista, tv pay, tv pay premium) al ruolo delle finestre temporali. Un tema, quest’ultimo, ormai cruciale anche per l’industria delle serie televisive (detto papale papale: meglio mandare in onda il finale di Lost in contemporanea worldwide, sennò si perde tutto il business ‘locale’ a causa al download/streaming illegale…).
Per un’industria come quella del fumetto, in cui i produttori non hanno quasi mai controllato la catena distributiva, la scelta del canale è stata storicamente una sorta di non-questione, tranne in rari casi. Le sole eccezioni rilevanti sono avvenute nell’orticello del Direct Market: si pensi all’avventura (fallimentare) di Marvel a metà anni 90 con Heroes World, ma anche ai più fortunati casi recenti di Panini che controlla PAN, o di alcuni gruppi editoriali francesi che controllano porzioni di filiera tra cui magazzini, vettori, diffusori, promotori. Purtroppo si è sempre trattato di casi poco rilevanti, perché confinati nel perimetro di un solo canale (le fumetterie) in fondo minuscolo rispetto all’ampiezza dei canali di altri prodotti culturali, editoriali inclusi. La scelta (o non-scelta) di concentrarsi su questo canale ha peraltro contribuito a produrre – e non bisogna dimenticarlo – un effetto di auto-ghettizzazione che ha fatto del fumetto, a lungo, una sotto-cultura embedded in una filiera fatta spesso di pochi segmenti produttivi (e spesso piccoli numeri). Un discorso che vale soprattutto per l’Occidente e per gli USA in particolare, con l’Italia “caso a sè” (non sia mai…) grazie alla specializzazione nel canale edicola, e la Francia “piccola eccezione”, vista la lungimirante politica di presidio di canali alternativi al direct market come la libreria e la GDO.
Il successo di iPhone e iPad, e qualche segnale – soprattutto dal Giappone – di innovazione legato all’avvento di nuovi canali digitali, ci indicano come anche l’editoria di fumetto sembri rendersi conto, sebbene a uno stadio davvero iniziale, di come la catena distributiva e il ciclo di vita del prodotto fumettistico digitale siano oggi non solo profondamente legati, ma anche profondamente “nuovi”. Al punto da costringere a immaginare nuove strategie – come quella per Invincible Iron Man – in grado di cogliere appieno la natura trasformativa del fumetto digitale: un prodotto multipiattaforma, all’interno di un’ottica multicanale.
Alcune tra le conseguenze più dibattute ultimamente negli USA, e non a caso, sono quelle dell’impatto delle nuove piattaforme sul direct market. Il nuovo Iron Man su iPad sottrarrà volumi alle fumetterie? Ma offrirà margini migliori a Marvel? Una parte del fatturato si sposterà dalle fumetterie ai nuovi distributori digitali (Apple)? E toglierà pubblico ai licenziatari locali (per chi vuole la versione tradotta in lingua locale)? Ma ci sarà un ritorno anche in termini di nuovi pubblici? Nasceranno politiche di prezzo differenziate temporalmente, tra la fase di lancio e quella di back-issue, sia per la versione digitale che per quella cartacea? Domandone generale: la versione digitale genererà o no un ampliamento significativo della base commerciale?
Ci vorranno anni, certo. Ma toccherà arrivarci: anche gli editori e distributori di fumetto dovranno imparare a sviluppare delle vere e proprie politiche di canale. E chissà che il mercato del fumetto non ne possa trarre giovamento, tramite una reattività organizzativa ed un’efficacia commerciale migliori di quanto non avvenga oggi. Un po’ – perché no – come accaduto al mercato del film o della tv, nell’epoca della frammentazione dei loro canali. Vedremo. Quel che è certo, è che il peso del cambiamento si farà sentire.
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read comments (0)La Bibbia dei Mondiali su AppStore
Author: admin
A pochi giorni dal fischio d’inizio della Coppa del Mondo 2010 arriva su AppStore la Bibbia dei Mondiali, l’applicazione di tutti i mondiali della storia del calcio coprodotta da goWare e Tre W Studio.
Un tuffo negli 80 anni di storia del campionato più appassionante del mondo, dalla prima edizione nel 1930 alla diciannovesima di quest’anno, che ci consente di conoscere le classifiche, le formazioni, gli incontri disputati, i risultati delle nazionali e tante altre curiosità.
¿Qué ha ocurrido en la keynote de la WWDC 2010?
Author: admin
La keynote presentada por Steve Jobs ha acabado y con ella se han desmentido todos los rumores que se elucubraban ajenos al sector de la telefonía y solo ha habido novedades en cuánto al nuevo iPhone 4 (no iPhone 4G ni HD) y a iOS 4. El aspecto de este nuevo iPhone es el que en su dia nos enseño Gizmodo pero claro esto no es todo el iPhone. Un gran aluvión de novedades ajenas al diseño nos depararia cuándo se empezó a hablar del nuevo iPhone. Como ha comentado el CEO de Apple esta keynote ha supuesto el salto en novedades más grande en el mundo de la telefonía movil desde que se lanzó el primer iPhone. Tristemente para las otras potencias en este sector, hoy el iPhone esta mucho más lejos de Android y Blackberry. Así pues Apple ha plantado muy bien cara a sus competidores en este día.
La keynote ha empezado con Steve Jobs presumiendo de las asombrosas cifras de Apple que nos siguen asombrando a todos.
Ya hay más de 225 000 aplicaciones en la App Store. Apple recibe 15 000 apps nuevas todos los días y el 95% de éstas se aprueban en un plazo de una semana. Por otro lado, el CEO de Apple nos enunció las 3 razones principales por las que no se aprueba una app:
- Que la aplicación no haga lo que el developer asegura.
- Que use APIs privativas.
- Que la aplicación se cuelgue.
El 70% de los ingresos por aplicación de la AppStore van para los desarrolladores, ya se han pagado más de mil millones de dólares. Hace poco se alcanzaron los 5 mil millones de descargas de aplicaciones.
Además también se presentaron algunos cambios en iBooks. Ahora se pueden agregar notas y marcadores de página. Y todo esto es accesible mediante un menú especial, además de la esperada mejora del soporte para PDFs. Los libros que compres con un iPhone estarán también de manera gratuita en todos tus iPhones, iPod Touch o iPads, una total sincronización entre los dispositivos.
Ahora vamos a hablar de las compañías que han hecho acto de presencia en esta keynote. Netflix fue la primera en subir al escenario, anunciando que lanzaran una app para iPhone (gratuita) debido al éxito ocasionado con la del iPad. Por otro lado, Zynga llevará el famoso FarmVille al iPhone, por último Activision nos hará disfrutar con Guitar Hero en el teléfono de Apple. Read the rest of this entry »
Tudo sobre o iPhone 4
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Steve Jobs – CEO da Apple – apresentou hoje na conferência da Apple para programadores
iPhone 4 und iOS4
Author: admin
Da ist es nun, das neue iPhone. Sieht irgendwie wie eine Mischung aus iPhone und Sony Ericsson Handies aus. Aber ich mags. Die Materialien sind eben mal wieder der Hammer. Über den Exklusiv-Vertrag bin ich weiterhin nicht so glücklich…







